[L'Arte di Guardarsi le Scarpe]
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lunedì, dicembre 22, 2003

Amor Che A Nullo Amato Amar Perdona (Porco Cane)

2003 - Una Playlist Arresa

La mia playlist, "mia" e basta...

e con questo ho detto tutto.

  1. Adam Green - Friends Of Mine: Ho sentito dire che Adam Green sia un "perfetto stronzo", uno che sul palco se la tira come se fosse Ozzy Osbourne e giù di lì. Per quanto mi riguarda Adam Green è quel tipo che con l'aiuto della sua babysitter, un paio di anni fa, aveva fatto uno dei dischi più divertenti e folli che mi sia capitato di ascoltare. Ora torna con una serie di ballate per voce, chitarra e violino che lo fanno sembrare una specie di Johnny Cash in età post -puberale. Canzoni di un cinismo incredibile e ciò nonostante dolci...poi c'è Jessica che è una specie di pallonetto segnato in una finale di Champions League...ovviamente sotto la curva dei tifosi avversari.
  2. The White Stripes - Elephant: I Radiohead del rock and roll (sparata grossa?)...semplicemente il miglior gruppo del 1974 (il peggiore anno della storia del rock) ventinove anni dopo.
  3. Calexico - Feast Of Wire: Perchè è il loro miglior disco, perchè ci sono delle canzoni strepitose, perchè il loro concerto romano (in due, batteria e chitarra) è uno dei più belli visti quest'anno. Esattamente come i White Stripes, solo che non se n'è accorto praticamente nessuno.
  4. Postal Service - Give Up: Mi piace ascoltarlo di notte, mi piace ascoltarlo di giorno, mi piace ballarlo e mi piace sentirlo mentre cammino per le strade della mia città. Quasi tutti i giorni, da quasi nove mesi...vorrà pur dire qualcosa, o no?
  5. Mattew Herbert Big Band - Goodbye Swingtime: Il be bop dell'era dei replicanti. In Mattew Herbert tutto è calcolato, ogni operazione, anche la più banale, è ricca di sotto testi e motivazioni complicate...come i Matmos, meglio dei Matmos.
  6. Yuppie Flu - Days Before The Day: Pur non essendo mai stato un grande amante degli Yuppie Flu, apprezzavo alcune canzoni, l'attitudine e la voglia di provare a tentare una strada rischiosa e poco remunerativa. Poi è arrivato questo dischettino ed è tutto cambiato. A mio avviso in Italia non è stato mai prodotto niente di così ambizioso e competitivo (brutta parola, lo so) con quello che, in ambito indie-post-pop-rock(aggiungete voi a piacere tutti i suffissi che volete), ci viene propinato dall'estero. Grandi (e grossi, ma questa è un altra storia)!
  7. The Decemberists - Her Majesty, The Decemberists: L'ultimo innamoramento, in ordine di tempo, del duemilaetre.Un disco da ascoltare e da leggere.
  8. Daniel Johnston - Fear Your Self: Daniel Johnston, nelle fotografie, somiglia a Mangoni, quando canta no. Quando canta è speciale, talmente speciale che sembra che le sue canzoni siano in grado di scavarti il petto, aprire il cuore e distruggerlo in mille pezzettini sottili e difficili da ricomporre. Daniel Johnston assomiglia a Daniel Johnston...e basta!
  9. Radiohead - Hail To The Thief: Perchè non mi annoiano mai, perchè i loro dischi "suonano" per davvero...perchè si!
  10. Grandaddy - Sumday: Ok è il loro disco peggiore, ok le canzoni sembrano tutte uguali, ok non c'è ne la nuova Hewletts Daughter ne la nuova A.M. 180...ma va bene così, loro vanno bene così.
  11. Prefuse73 - One Word Extinguisher: Dopo Antipop Consortium e Cannibal Ox è il miglior disco di hip hop uscito negli ultimi tre anni...almeno per me.
  12. Frank Black - Show Me Your Tears: Erano anni che non mi veniva voglia di ascoltare un disco di Frank Black, questo finalmente si fa ascoltare e riascoltare con piacere. Frank non urla più però sa scrivere ancora delle grandi canzoni. Più per fiducia ritrovata che per altro...
  13. The Strokes - Room On Fire: Non è un capolavoro, non lo era neanche Is This It, però lo ascolti e quando finisce...lo riascolti da capo!
  14. The New Pornographers - Electric Version: Quando ascolto questo disco mi rilasso, alzo il volume dello stereo ed incomincio a canticchiare come un' ossesso. Quando ascolto questo disco mi diverto e mi diverte pensare che questa band sia tanto grande quanto tanto ignorata.
  15. Styrofoam - I'm Was There To Show That Something Missing: Lo shoegazer degli anni duemila. A Heart Without A Mind è la canzone emo/elettronica dell'anno!
  16. The Warlocks - Phoenix: "Psichedelia, tutte le feste ti porti viaaaaa", direbbe Elio. Acidi e malati al punto giusto, la rivelazione dell'anno (1969 però...)
  17. The Wrens - Meadowlands: Il segreto meglio riposto dell'underground americano. La testimonianza tangibile che usare internet, a volte, fa bene (grazie Gomitolo!)
  18. Cat Power - You Are Free: Finalmente Chan ha visto la luce e si è messa a gridare : "La banda, la banda". Poi, purtroppo, l'ha ripersa...
  19. Rechenzentrum - The Director's Cut: Non è solo un disco, ma un opera multimediale (mi hanno detto che si scrive così). Sono algidi, matematici e psichedelici come solo certi tedeschi sanno essere.
  20. Julie's Haircut - Adult Situations: Perchè, in un certo senso, sono il mio gruppo preferito...vabbè scherzavo, però sono bravi sul serio.

Nel 2003 sono usciti anche i nuovi dischi di Malkmus e Yo La Tengo...così dicono, perchè quì non ce ne siamo proprio accorti!

postato da: colas | 18:15 | commenti (18)